Nàrkisos Kai Echò
Nàrkissos Kai Echò non è una semplice riscrittura del mito.
È un attraversamento.
Il mito di Narciso viene attraversato come una lente per leggere il presente.
Il mito diventa uno strumento per leggere la violenza invisibile che attraversa la crescita adolescenziale oggi: il bisogno di essere riconosciuti, il rischio di smarrirsi nello sguardo degli altri, la costruzione di sé attraverso immagini sempre più controllate e sempre meno autentiche.
Oggi l’immagine non è più qualcosa che appare: è qualcosa che si costruisce, si controlla, si modifica e si espone.
Il dispositivo dello smartphone introduce una relazione continua con il proprio riflesso, trasformando l’identità in un processo instabile e potenzialmente distruttivo. Lo spettacolo non giudica, ma espone una tensione: il bisogno di esistere nello sguardo degli altri e il rischio di perdersi completamente in esso.
Lo spettacolo non giudica, ma espone una tensione: il bisogno di esistere nello sguardo degli altri e il rischio di perdersi completamente in esso.
L’immagine finale del telefono immerso nell’acqua e circondato dalle candele restituisce il cuore del progetto: la dissoluzione del soggetto nel proprio riflesso.
Destinatari
Lo spettacolo è pensato per:
- Stagioni di prosa contemporanea
- festival di teatro di ricerca
- festival dedicati al linguaggi contemporanei
- rassegne su adolescenza e nuove generazioni
- circuiti scolastici e progetti di audience development
Particolarmente adatto a contesti che lavorano su:
- Giovane pubblico
- Teatro civile
- Teatro contemporaneo
- educazione all’immagine e al digitale
Contatti
Per informazioni sullo spettacolo, disponibilità e ingaggi:
Valle del Vento APS
- 📧 [email protected]
- 📞 +39 349 318 0419